Bonus auto elettriche 2025: esauriti in un giorno 600 milioni di euro

Parcheggio ricarica auto elettrica - Red dot su unsplash

In appena 24 ore dall’uscita del 22 ottobre, i fondi da 595 milioni di euro destinati agli incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici si sono completamente esauriti. Secondo i dati forniti da Sogei per conto del Ministero dell’Ambiente (Mase), sono stati generati 55.680 voucher da parte di persone fisiche e micro-imprese. L’iniziativa, inserita nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), mira al rinnovo del parco auto circolante tramite la rottamazione di veicoli fino alla classe Euro 5 e all’acquisto di auto a emissioni zero. Le agevolazioni arrivavano fino a 11.000 euro per i cittadini con Isee inferiore a 40mila euro e fino a 20mila euro per le micro-imprese. Il Ministero ha confermato che tutte le risorse risultano prenotate, ma che eventuali fondi non utilizzati saranno riattivati sulla piattaforma.

Il successo dell’iniziativa mostra un forte interesse verso la mobilità elettrica, ma anche le debolezze del sistema. Il Codacons denuncia che il meccanismo “esclude una larga parte della popolazione” per via dei vincoli territoriali e reddituali. Anche gli operatori del settore chiedono un cambio di rotta: “Servono politiche stabili e non discontinue – spiegano – perché gli incentivi sono efficaci solo se inseriti in una strategia di medio-lungo periodo”. Il rapido esaurimento dei fondi, dunque, rappresenta un successo immediato, ma anche il segnale dell’urgenza di un piano strutturale per accompagnare la transizione ecologica. Una riapertura del fondo non è esclusa: le domande non convertite entro 30 giorni faranno decadere il voucher, liberando nuove risorse. Inoltre, una norma anti-abuso prevede che chi accede agli incentivi sia intestatario del veicolo da rottamare da almeno 6 mesi.

Il Mase ha inoltre ampliato le aree urbane funzionali (FUA) con 368 nuovi comuni, per garantire maggiore equità territoriale. Il ministro Gilberto Pichetto ha ribadito l’obiettivo di “rendere normale per i cittadini scegliere tra endotermico ed elettrico”, puntando su un mercato più accessibile e competitivo. A livello europeo, i Socialisti europei propongono un “leasing sociale” per favorire l’accesso all’auto elettrica e garantire parità tra i Paesi membri, sostenendo al contempo l’industria automobilistica.

In questo contesto Pomili si posiziona come punto di riferimento riguardante l’ultimo tassello della filiera Automotive, dunque per i servizi di autodemolizione, in particolare per Roma Capitale, nelle aree limitrofe e per la Sabina e le zone servite dall’impianto di Rieti-Cittaducale. L’Azienda è un moderno centro di raccolta e trattamento dei Veicoli Fuori Uso (VFU) e piattaforma PRA per il disbrigo delle pratiche di cancellazione, riconosciuto come Autodemolitore Autorizzato dalle principali Case Automobilistiche, tra cui PSA e Stellantis.

Con oltre 40 anni di esperienza nel settore, l’Azienda opera nel pieno rispetto di tutti i rigidi criteri per il conferimento, la demolizione e la radiazione dei veicoli, come previsto anche dal progetto ELV-U.N.R.A.E. Dal gennaio 2018, Pomili Demolizioni Speciali detiene qualifica AVEI (Autodemolitore Veicoli Elettrici o Ibridi), dimostrando tendenza all’innovazione e un impegno costante nell’adeguarsi alle esigenze del mercato, garantendo al contempo una corretta gestione del fine vita dei veicoli elettrici e ibridi.

 

Fonte: e-gazette.it
Foto principale: Red dot su unsplash

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