Mobilità sostenibile in Italia: Bologna guida la transizione, il Sud fatica a tenere il passo

Strada italiana con auto -Kelly su pexels

Il nuovo rapporto Euromobility 2025 pone nuovamente l’attenzione sul tema della mobilità sostenibile, un elemento centrale per la riduzione delle emissioni e per una gestione più responsabile dei mezzi circolanti. In vetta alla classifica si conferma Bologna, considerata la città più eco-mobile del Paese grazie a un mix di trasporto pubblico efficiente, servizi di sharing ben sviluppati e un parco veicolare moderno e a basso impatto. La città emiliana si distingue inoltre per un indice di mortalità stradale tra i più bassi, un livello di motorizzazione contenuto e una qualità dell’aria relativamente buona, nonostante la collocazione in una delle aree più critiche della Pianura Padana.

Il rapporto, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, conferma la presenza di un’Italia a due velocità. Nella parte alta della classifica troviamo Venezia e Milano, seguite da città come Brescia, Firenze, Torino, Bergamo e Padova, tutte caratterizzate da una crescente attenzione alla mobilità alternativa. Il Sud, invece, continua a mostrare difficoltà strutturali: la prima città meridionale è Bari, ma solo al 25º posto, mentre Potenza, Sassari e Latina occupano gli ultimi posti per performance ambientali e qualità dei servizi.

Uno dei dati più rilevanti per il settore della rigenerazione e gestione dei veicoli è l’aumento del tasso di motorizzazione urbana, oggi pari al 63,5%. A livello nazionale si supera per la prima volta il limite delle 70 auto ogni 100 abitanti, un dato che richiama con urgenza politiche di revisione, demolizione e sostituzione dei mezzi più inquinanti.

Sul fronte dei veicoli a basse emissioni arrivano segnali positivi: ibridi ed elettrici crescono del 30%. Rimangono invece stabili o in calo i veicoli a GPL e metano, tecnologie che per anni hanno rappresentato un’alternativa importante nella riduzione delle emissioni.

La situazione della qualità dell’aria mostra un lieve peggioramento: i giorni di superamento dei limiti di PM10 aumentano da 23 a 27, segnale che il ricambio del parco circolante resta un punto critico.

La sharing mobility vive una fase di riassestamento:

  • lo scooter sharing si riduce drasticamente,
  • diminuiscono le città con servizi di car sharing,
  • resistono invece biciclette e monopattini, oggi la soluzione condivisa più diffusa a livello urbano.

Secondo Lorenzo Bertuccio, presidente di Euromobility, il quadro è chiaro: il Sud fatica ad allinearsi e in generale l’Italia continua ad aumentare il numero di auto circolanti.
Un elemento che ribadisce la necessità di investire su mobilità sostenibile, rinnovo del parco veicolare, infrastrutture moderne e una corretta gestione del fine vita dei mezzi, elementi oggi centrali anche nel percorso verso un’economia più circolare.

Fonte: e-gazette.it
Foto pincipale: Kelly su pexels

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