Nuovo Regolamento Europeo ELV: le sfide per la filiera dei Veicoli Fuori Uso ed Economia Circolare

Sportelli portelloni auto - aziz er su pexels

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il nuovo regolamento sui Veicoli Fuori Uso (End-of-Life Vehicles, ELV) approvato in via definitiva dal Parlamento europeo con 437 voti favorevoli, 112 contrari e 20 astensioni, ha sancito un cambio di passo epocale per l’intera filiera automotive. Il provvedimento, che attende ora solo l’adozione formale da parte del Consiglio UE e che diventerà operativo 24 mesi dopo l’entrata in vigore, mira a trasformare radicalmente la gestione del fine vita dei mezzi, integrando i principi dell’economia circolare direttamente nella fase di progettazione industriale.

Ogni anno in Europa circa 6,5 milioni di veicoli si trasformano in rifiuti. Un flusso massiccio che, se gestito in modo scorretto, comporta gravi rischi ambientali e la perdita di milioni di tonnellate di risorse strategiche. Le nuove direttive europee intervengono proprio per strutturare un mercato solido delle materie prime seconde, riducendo la dipendenza europea dall’importazione di materiali critici (CRM) e ottimizzando i tassi di recupero di metalli, componenti elettronici e polimeri.

Tra i pilastri normativi più rilevanti del nuovo testo si segnalano:

  • target vincolanti per la plastica riciclata, i nuovi modelli dovranno integrare almeno il 15% di plastica riciclata entro 6 anni, quota che salirà al 25% entro 10 anni. Elemento cruciale è l’obbligo del circuito chiuso poiché almeno il 20% di questa plastica dovrà provenire direttamente dal riciclo di altri veicoli fuori uso;
  • progettazione eco-sostenibile, i costruttori dovranno ingegnerizzare i veicoli in modo da garantire una rimozione agevole di componenti e materiali, facilitando le successive operazioni di bonifica, riparazione e triturazione selettiva;
  • Responsabilità Estesa del Produttore (EPR), entro 3 anni dall’entrata in vigore i produttori dovranno farsi carico dei costi di raccolta e trattamento dei veicoli a fine vita, internalizzando l’impatto ambientale del ciclo di dismissione;
  • stop all’export illegale di rifiuti, introducendo una distinzione rigorosa tra auto usate e veicoli a fine vita, sancendo il divieto assoluto di esportazione extra-UE per i mezzi non idonei alla circolazione, per contrastare il traffico illecito di rifiuti speciali.

Per gli operatori professionali del riciclo e della demolizione industriale, il regolamento impone requisiti severissimi sulle procedure di disinquinamento dei veicoli, con l’obbligo di stoccaggio separato dei fluidi e l’estrazione controllata di materiali pesanti e pericolosi come piombo, cadmio, mercurio e cromo esavalente. Una sfida complessa, che valorizza il ruolo dei centri di trattamento autorizzati ed efficienti nell’ottica della transizione ecologica europea.

Fonte: economiacircolare.com
Foto principale: aziz er su pexels

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