L’Italia compie un passo decisivo verso l’economia circolare con il decreto legislativo pubblicato il 6 marzo 2026: il governo ha ufficialmente allineato la normativa nazionale al Regolamento UE sulle batterie, ridisegnando le regole per la produzione, la gestione e il recupero degli accumulatori.
Come sottolineato da Laura Castelli, presidente del neonato Centro di coordinamento batterie, gli accumulatori non sono più semplici accessori ma rappresentano un’infrastruttura strategica per la mobilità elettrica e le energie rinnovabili. Il nuovo decreto punta a migliorare la sostenibilità, la sicurezza e la tracciabilità dei dispositivi, con un occhio di riguardo al recupero delle materie prime critiche.
Il provvedimento, in vigore dal 7 marzo, introduce cambiamenti strutturali per tutto il settore:
- nuova classificazione: vengono create categorie autonome per le batterie dei veicoli elettrici e per la mobilità leggera (e-bike e monopattini);
- registro nazionale dei produttori: nasce un sistema di monitoraggio rinnovato per garantire dati più trasparenti e verificabili su chi immette prodotti nel mercato;
- rafforzamento dell’EPR: la Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) viene potenziata, i produttori dovranno finanziare l’intero ciclo di gestione dei rifiuti, dalla raccolta al riciclo, deducendo il valore delle materie prime recuperate;
- nuova governance: il Centro di coordinamento nazionale pile e accumulatori cambia nome e diventa ufficialmente Centro di coordinamento batterie.
Il decreto fissa obiettivi ambiziosi per i prossimi anni, colmando il divario con l’Europa:
| Categoria Batteria | Target entro il 2027/28 | Target entro il 2030/31 |
| Portatili | 63% (entro fine 2027) | 73% (entro fine 2030) |
| Mezzi di trasporto leggeri | 51% (entro fine 2028) | 61% (entro fine 2031) |
Attualmente l’Italia raccoglie circa il 30% delle batterie portatili, un dato lontano dagli obiettivi che richiederà un impegno corale tra distribuzione, cittadini e impianti di trattamento.
Oltre alla raccolta, la sfida si sposta sulla capacità industriale poiché dal 9 dicembre 2026, i nuovi codici CER classificheranno molti rifiuti di batterie come pericolosi, rendendo più rigide le procedure di spedizione transfrontaliera. Per evitare blocchi nella filiera, sarà fondamentale creare un mercato unico europeo che permetta il recupero efficiente dei materiali, in linea con il Critical Raw Materials Act.
Fonte: riciclanews.it
Foto principale: Max Fagioli per Pomili




