Con l’arrivo della stagione fredda torna puntuale l’appuntamento con la sicurezza stradale e il rispetto del Codice della Strada. A partire dal 15 novembre 2026 scatta l’obbligo di circolare con pneumatici invernali montati oppure di avere a bordo dispositivi antisdrucciolevoli omologati (come le catene da neve). La misura rimarrà in vigore fino al 15 aprile 2027 sulla maggior parte delle strade statali, autostrade e tratti extraurbani soggetti a specifiche ordinanze territoriali.
Cosa prevede la normativa e quali sono i rischi
Il riferimento normativo è l’Articolo 6 del Codice della Strada, che stabilisce il potere degli enti proprietari delle strade di prescrivere l’uso di attrezzature invernali.
Mantenere pneumatici estivi durante i mesi freddi riduce drasticamente l’aderenza su fondo bagnato, ghiacciato o innevato, allungando gli spazi di frenata e compromettendo la stabilità del veicolo. Oltre al fattore sicurezza, chi non rispetta l’obbligo rischia sanzioni pecuniarie che vanno da 87 a 344 euro sui tratti extraurbani o autostradali (da 42 a 173 euro nei centri abitati), con la possibilità che le forze dell’ordine dispongano il fermo del veicolo fino all’adeguamento.
Come riconoscere i pneumatici conformi
Per essere in regola, gli pneumatici devono riportare sul fianco la sigla M+S (Mud and Snow, ossia fango e neve), eventualmente accompagnata dal simbolo del fiocco di neve racchiuso in una montagna a tre cime (3PMSF – Three-Peak Mountain Snowflake), che certifica l’effettivo superamento di test di aderenza su neve. È inoltre essenziale verificare lo stato di usura del battistrada: per legge la profondità minima deve essere di 1,6 mm, anche se per garantire prestazioni ottimali in inverno si consiglia di non scendere sotto i 4 mm.
Il ciclo di vita del pneumatico: la gestione corretta dei PFU
Il cambio stagione delle gomme non è solo una questione di conformità stradale, ma coinvolge direttamente la sostenibilità ambientale e l’economia circolare. Ogni qualvolta un pneumatico usurato o danneggiato viene sostituito e destinato alla dismissione, entra nella categoria dei Pneumatici Fuori Uso (PFU).
I PFU non sono rifiuti urbani comuni, ma materiali che richiedono un processo rigoroso di recupero e tracciabilità informatica e documentale:
- recupero di materia, attraverso processi meccanici di macinazione, dai PFU si ricavano acciaio, fibra tessile e polverino di gomma, riciclato per pavimentazioni sportive, asfalti modificati e isolanti acustici.
- recupero energetico, le frazioni non riciclabili meccanicamente vengono destinate all’incenerimento controllato ad alto rendimento energetico nei cementifici.
- gestione autorizzata, è fondamentale affidare la sostituzione e lo smaltimento dei PFU a centri autorizzati ed impianti qualificati, in grado di certificare il corretto flusso di filiera e prevenire l’abbandono illecito nell’ambiente.
Preparare il proprio veicolo alle condizioni invernali significa dunque unire la sicurezza stradale alla responsabilità ecologica, assicurando il corretto avviamento a riciclo dei pneumatici giunti a fine vita.
Riscritto con l’ausilio di AI
Foto principale: Artem Podrez su pexels
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