La raccolta differenziata di carta e cartone si conferma un pilastro strategico e strutturale per l’economia circolare e l’industria cartaria in Italia. Secondo i dati del 31° rapporto annuale del Consorzio Comieco, nel 2025 i volumi complessivi hanno registrato una crescita di oltre 60 mila tonnellate rispetto all’anno precedente, avvicinandosi al traguardo dei 4 milioni di tonnellate totali.
La vera notizia dell’anno è il ruolo del mezzogiorno che traina la crescita superando per la prima volta la quota di 1 milione di tonnellate. Nonostante il Nord mantenga il primato assoluto con oltre 2 milioni di tonnellate (e il Centro si attesti a 886 mila), la riduzione della forbice quantitativa tra le diverse aree del Paese dimostra l’efficacia di un modello collaborativo che unisce cittadini, Comuni, gestori della raccolta e impianti di recupero.
Grazie a questa sinergia, il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici in Italia ha raggiunto il 93,1%, superando di ben otto punti percentuali l’obiettivo dell’85% fissato dall’Unione Europea per il 2030.
Il nodo della qualità e il divario territoriale
Se dal punto di vista quantitativo l’Italia accelera, sul piano della qualità dei conferimenti il divario Nord-Sud resta marcato. Nel Centro-Nord, oltre l’80% del materiale raccolto rientra nella prima fascia qualitativa (con impurità inferiori al 3%). Al Sud, invece, solo la metà dei flussi soddisfa questo standard.
La presenza di frazioni estranee e impurità rappresenta un freno economico e industriale: aumenta i costi di lavorazione negli impianti di riciclo e riduce i corrispettivi economici che il consorzio riconosce ai Comuni. C’è inoltre un potenziale ancora inespresso: oltre 400 mila tonnellate di carta sfuggono ancora alla raccolta differenziata, in particolare nelle grandi aree urbane del Meridione come Napoli e Palermo.
Le novità del 2026: più valore alla raccolta di qualità
Per incentivare il miglioramento dei flussi, il nuovo Allegato Tecnico Carta (in vigore dal 1° maggio 2026) nell’ambito dell’accordo Anci-Conai introduce importanti novità. Sono stati aggiornati al rialzo i corrispettivi per i Comuni ed è stata introdotta una “fascia premium” che eleva il corrispettivo al 102,5% per le raccolte domestiche con impurità inferiori al 2%. L’obiettivo è chiaro: legare strettamente l’efficienza industriale del riciclo alla valorizzazione economica dei territori.
L’accordo prevede anche focus specifici per il riciclo dei cartoni per bevande (brik), con l’obiettivo di raggiungere il target europeo del 55% di riciclo in peso per ogni singola componente (carta, plastica, alluminio) entro il 2035, partendo dall’attuale 45% nazionale.
Costi energetici e competitività della filiera
Nonostante l’eccellenza tecnologica degli impianti di recupero italiani, la filiera del riciclo sconta un forte deficit di competitività dovuto agli elevati costi energetici. Le associazioni di categoria, a partire da Assocarta, sottolineano come la carta debba essere considerata a tutti gli effetti una materia prima strategica.
Per tutelare il settore, si richiedono a gran voce misure economiche e fiscali, sia a livello nazionale che all’interno del futuro Circular Economy Act europeo, capaci di valorizzare il contributo del riciclo nella riduzione dell’impronta ambientale, climatica ed energetica del sistema Paese.
Fonte: riciclanews.it
Foto principale: Alex Fu su pexels




