Rottamazione veicoli con fermo: servono linee guida nazionali

Veicolo abbanonato - Eclipse Chasers su pexels

È entrata in vigore il 20 febbraio la nuova normativa che disciplina la radiazione e demolizione dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo, con l’obiettivo di sbloccare oltre 1,5 milioni di mezzi attualmente fermi. Una riforma attesa da tempo che promette benefici concreti in termini di decoro urbano, economia circolare e semplificazione burocratica; tuttavia però secondo gli operatori del settore il vero banco di prova sarà l’attuazione pratica della legge.

In Italia esiste un enorme bacino di veicoli colpiti da fermo amministrativo che, pur non potendo circolare, non vengono demoliti e restano spesso abbandonati in aree pubbliche o private. La nuova legge punta a risolvere questa criticità, consentendo finalmente la rottamazione anche dei veicoli gravati da fermo, aprendo così nuove opportunità per il recupero di materiali e per il corretto smaltimento secondo i principi dell’economia circolare.

Il cuore della riforma è l’introduzione della possibilità, anche per i privati cittadini, di richiedere un attestato di inutilizzabilità del veicolo, requisito fondamentale per ottenere:

  • la radiazione dal PRA;
  • la successiva demolizione del mezzo.

In passato, la normativa consentiva la radiazione solo in casi estremi, come veicoli incendiati o distrutti da eventi calamitosi. Oggi il legislatore ha scelto un approccio più ampio e flessibile. Proprio qui, però, nasce la criticità: come deve essere interpretato il concetto di inutilizzabilità? Secondo gli operatori della rottamazione, senza indicazioni precise il rischio è che enti locali e amministrazioni adottino interpretazioni restrittive, vanificando di fatto lo spirito della legge.

Durante una conferenza stampa promossa alla Camera dai deputati Gaetana Russo e Fabio Raimondo, è intervenuto Anselmo Calò, presidente di ADA, sottolineando la necessità di aprire un tavolo di confronto tra:

  • Ministero dell’Interno;
  • Prefetture;
  • Comuni;
  • ANCI;
  • ACI-PRA;
  • operatori del settore.

L’obiettivo è definire linee guida chiare e uniformi su tutto il territorio nazionale, per evitare applicazioni disomogenee della norma. Secondo Calò, il concetto di inutilizzabilità non deve essere interpretato in modo restrittivo, ma in senso ampio, così da consentire una reale semplificazione per i cittadini.

Il timore espresso dagli operatori è chiaro: senza strumenti attuativi concreti, la riforma potrebbe trasformarsi in una buona legge sulla carta, ma difficile da utilizzare nella pratica. Per questo motivo viene chiesta con forza la predisposizione di un vademecum operativo nazionale, capace di garantire certezza normativa e pari condizioni in tutte le regioni. Solo così sarà possibile:

  • liberare milioni di veicoli bloccati;
  • migliorare il decoro urbano;
  • rafforzare la filiera della rottamazione;
  • sostenere concretamente l’economia circolare.

In conclusione noi di Pomili come autodemolitore autorizzato, attendiamo con fiducia l’emanazione di linee guida operative chiare e uniformi che possano rendere davvero efficace la nuova normativa. La legge rappresenta un passo avanti importante, ma senza indicazioni applicative precise rischia di creare incertezze sia per noi operatori sia per i cittadini.

Riteniamo fondamentale che venga definito al più presto un quadro nazionale condiviso, così da favorire concretamente la rottamazione dei veicoli con fermo amministrativo, ridurre il numero di mezzi inutilizzati presenti sul territorio e contribuire in modo reale al miglioramento del decoro urbano e allo sviluppo dell’economia circolare.

Fonte: riciclanews.it
Foto principale: Eclipse Chasers su pexels

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